Celestino V e gli Spirituali


La montagna è stata sempre avvertita dagli uomini come la sede privilegiata delle divinità, con la sua massiccia fierezza esprimente stabilità ed il suo protendersi verso il cielo, caratteristiche che la configurano come intermediaria tra la dimensione celeste e quella terrena; anche noi, salendo sui monti avvertiamo una atmosfera che ci trasforma, ci induce a salutare lo sconosciuto di cui incrociamo il cammino, ci fa sentire più vicini a Dio.

E' naturale dunque che nella storia dell'umanità la montagna sia stata la sede di coloro che facevano della ricerca del divino lo scopo prevalente della loro esistenza e che eremiti e comunità religiose abbiano affidato al silenzio delle alte cime, rotto solo da canto degli uccelli e dallo stormire del vento tra le fronde, la loro anima assetata della pace dove Dio nel silenzio parla.

Quando Pietro Angelerio si ritirò sulla Maiella, la montagna sacra alla Grande Madre Maya era già la domus Christi, come la definì il Petrarca, sede naturale di chi aspirava all'ascesi mistica e tra gli eremiti volontari, vi trovò quelli costretti a rifugiarsi negli anfratti più scoscesi perché oggetto delle attenzioni dell'inquisizione: la loro colpa era di voler osservare alla lettera le disposizioni del Poverello d'Assisi, attenuate poi nella regola bollata che ha evitato ai francescani di ritrovarsi tra gli eretici.

Questi figli fedeli di Francesco, aspiranti alla povertà assoluta, per non incorrere nei rigori dei tutori dell'ortodossia si confondevano con gli eremiti ed i pastori la cui vita condividevano ed ai quali narravano dell'età dello Spirito e della profezia di Gioacchino da Fiore, il profeta calabrese ricordato da Dante, interprete delle sacre scritture da cui trasse il messaggio delle tre epoche dell'umanità e del prossimo ingresso di quella dello Spirito Santo, dopo le età del Padre e del Figlio.

Una universalis renovatio profetizzava il frate calabrese, con la Chiesa carnale sostituita da quella spirituale, dalla comunità dei fedeli illuminati dallo Spirito Santo.
Questa tesi si fondava in gran parte sulla dottrina triteistica di Gioacchino, che distingueva le essenze delle tre figure del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, condannata dal Concilio Lateranense del 1215.

By Maria Grazia Lopardi - L'Aquila

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